C'è chi ogni mattina passa cinque minuti a combattere le borse sotto gli occhi con roller freddi, patch e creme decongestionanti. E c'è chi, a qualche fuso orario di distanza, quelle stesse borse se le disegna apposta col trucco.

Benvenuti nell'aegyo-sal, uno dei concetti più chiacchierati (e fraintesi) della beauty coreana.

Cos'è davvero l'aegyo-sal

Il termine viene da aegyo (fascino, simpatia) e sal (carne, cuscinetto): letteralmente, "il cuscinetto della simpatia". Non è l'occhiaia (quella è un problema di circolazione/pigmentazione) e non è nemmeno la borsa gonfia da ritenzione o da notte insonne: è quel piccolo rigonfiamento di muscolo e grasso proprio sotto la rima ciliare inferiore, che diventa più visibile quando si sorride. In Corea è associato a un'aria giovane, allegra, un po' "da cerbiatto" — al punto da essere diventato un vero e proprio must have estetico.

Ed è qui che arriva la parte spiritosa: chi non ce l'ha marcato naturalmente, se lo procura. Esiste un'intera categoria di prodotti e tutorial makeup dedicati a disegnare un aegyo-sal finto — un tocco di illuminante subito sotto l'occhio e una leggera ombreggiatura per simulare il rilievo. C'è chi si sottopone anche a filler mirati pur di averlo più pronunciato. Non stiamo scherzando: è una richiesta reale in molte cliniche estetiche coreane.

La morale, se vogliamo trovarla

Quello che in Occidente copriamo con il correttore, altrove lo si disegna apposta col trucco. Difficile trovare una prova più chiara che "difetto" e "pregio" non sono verità assolute: sono accordi culturali, e cambiano a seconda di dove sei nato. E soprattutto: a quanto pare, in nessun angolo del pianeta siamo davvero contenti di quello che abbiamo — c'è sempre qualcuno che cerca di aggiungere quello che a te viene naturale, e qualcuno che vuole toglierselo di dosso.

Noi restiamo in Occidente, quindi...

Detto questo, o ci trasferiamo tutte a Seul, oppure — più realisticamente — continuiamo a occuparci della pelle sotto i nostri occhi con quello che abbiamo qui. Qualche consiglio pratico, senza filosofia:

  • Freddo, sempre. Che sia un roller, un cucchiaino tenuto in frigo o delle patch idrogel, il freddo contrae i vasi e sgonfia in pochi minuti — utile prima di uscire, non solo la sera.
  • Idratazione mirata, perché la pelle del contorno occhi è più sottile e si segna prima del resto del viso.
  • Costanza più che quantità: meglio pochi minuti ogni giorno che una maschera occasionale.

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